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NoiPA ha fornito, sulla propria pagina Facebook risposta ai continui quesiti sulla possibilità che nel cedolino di Aprile ci siano gli arretrati e gli aumenti previsti dal nuovo contratto della scuola, ancora non sottoscritto in via definitiva.

Poiché la sottoscrizione definitiva è prevista per metà aprile, il timore del personale della scuola è che sia arretrati che aumenti possano slittare al mese di maggio. Un ritardo notevole, considerato invece che per altri comparti gli arretrati sono stati corrisposti già il 1° marzo.

La risposta di NoiPA

“A seguito delle diverse richieste circa lo stato di avanzamento dei rinnovi contrattuali del Comparto Istruzione e Ricerca, riproponiamo l’ultimo aggiornamento pubblicato sul portale NoiPA e condiviso su questa pagina:

il 09/02/2018 è stata firmata l’ipotesi di accordo di C.C.N.L..
NoiPA potrà procedere all’applicazione delle nuove disposizioni contrattuali una volta terminato l’iter previsto dalla normativa vigente.

Eventuali aggiornamenti saranno comunicati su questa pagina.”

Pertanto, non sarà possibile fornire una risposta prima della sottoscrizione definitiva del contratto e la chiusura dell’iter.

Una possibilità, come già indicato, potrebbe essere quella di una emissione speciale per gli arretrati, che ammortizzerebbe i tempi di attesa, ma questa naturalmente è una ipotesi ancora non confermata da NoiPA.

Inutile nascondere che il personale della scuola spera che la partita della firma definitiva del contratto si chiuda nel più breve tempo possibile, per ricevere almeno gli arretrati derivanti dal nuovo accordo.

La firma è attesa per la seconda metà di aprile. Questo significa che gli arretrati non potranno essere caricati nel cedolino relativo al mese di aprile, che avrà come sempre esigibilità il 23 aprile, che quest’anno è un lunedì.

Tuttavia questo non vuol dire necessariamente che il MEF imponga di attendere il mese successivo. Anzi, è da credere che verosimilmente si proceda come per gli statali, che hanno già ricevuto gli arretrati con una emissione speciale del 1° marzo.

In questo modo infatti si alleggerisce il lavoro relativo ai cedolini e si ottiene il doppio guadagno di evitare ritardi e nello stesso tempo evitare “malcontenti” derivanti da tempi troppo lunghi nell’applicazione del nuovo contratto.

 

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