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Domani, 8 gennaio, è stato indetto uno sciopero dai diplomati magistrali. Una delle domande che abbiamo ricevuto negli ultimi giorni, riguarda le regole da seguire per il personale che decide di aderire allo sciopero. Riassumiamo quanto stabilito dalla normativa.

Servizio pubblico essenziale

Prima di tutto, è bene chiarire che la normativa di riferimento è la legge 146/1990, a cui va affiancata anche la legge 83/2000. La scuola rientra fra i servizi pubblici essenziali, ragione per cui bisogna mantenere alcune prestazioni nonostante lo sciopero, che sono:

– lo svolgimento degli esami, degli scrutini finali e degli esami di idoneità;

– gli adempimenti da parte degli uffici di segreteria della scuola per assicurare il pagamento degli stipendi e delle pensioni;

– la vigilanza sui minori durante la refezione, quando non sia possibile prevedere una adeguata sostituzione del servizio.

La Legge 146/90, ricordiamo, prevede che in caso di sciopero nei servizi pubblici essenziali (tra cui la scuola) il Dirigente scolastico formi un gruppo minimo (contingente) di lavoratori che non sciopera per garantire le prestazioni indispensabili (o servizi minimi). Nella scuola tali contingenti esistono solo per il personale ATA o gli educatori di convitti o educandati e solo in determinate circostanze. Non è previsto alcun contingente per i docenti.

Prendendo come riferimento anche la scheda elaborata dal sito Flc Cgil, possiamo suddividere le operazioni necessarie, i diritti e i doveri del personale, in 2 passaggi: PRIMA DELLO SCIOPERO e IL GIORNO DELLO SCIOPERO.

Prima dello sciopero

Le organizzazioni sindacali sono tenute a comunicare la data e la durata dello sciopero con un preavviso di almeno 15 giorni. L’amministrazione, di conseguenza, è tenuta a trasmettere tutte le notizie sullo sciopero, assicurandosi che venga data all’utenza una informazione chiara, esauriente e tempestiva.

Prima dello sciopero, il Dirigente Scolastico invita i dipendenti a comunicare l’adesione o meno alla protesta; Tuttavia, si ricorda che tale comunicazione è volontaria, dato che non esiste alcun obbligo da parte del dipendente di dichiarare in anticipo la propria volontà di scioperare.
Nel caso il lavoratore dovesse decidere di trasmettere la propria adesione o non adesione allo sciopero, quest’ultima comunicazione non può essere revocata.

Inoltre, sarà compito del preside comunicare alle famiglie, 5 giorni prima dello sciopero, le modalità di funzionamento o la eventuale sospensione del servizio previsti per il giorno di sciopero. La comunicazione è un obbligo della scuola non dei singoli docenti.

Il giorno dello sciopero

Per quanto riguarda la giornata dello sciopero, nel caso dei docenti che decidono di scioperare, questi non devono far nulla, anche se è prassi comune, se non si è dichiarato in precedenza (volontariamente), far sapere lo stesso giorno dello sciopero le proprie intenzioni alla scuola.

Il personale docente che non ha aderito allo sciopero, deve assicurare la prestazione per le ore di lavoro previste, ma non può essere chiamato a lavorare per un numero di ore maggiore.
Tuttavia, il dirigente potrebbe disporre di cambiare orario, ma non il totale delle ore di lezione previsto per il giorno dello sciopero, o a cambiare classe per assicurare la mera vigilanza ad alunni. Inoltre, il personale docente non scioperante può essere chiamato ad essere presente sin dalla prima orama non può essere tenuto a disposizione per tutta la giornata a scuola ma solo per l’orario che gli è stato comunicato preventivamente e pari a quello previsto per quel giorno. Nel caso di sospensione del servizio, il docente deve presentarsi a scuola, nel suo orario di lavoro o secondo le indicazioni date.

Infine, chi ha il giorno libero non può essere obbligato a dichiarare se sciopera o meno e non può comunque perdere la retribuzione. Inoltre, non può essere chiamato a scuola per sostituire docenti in sciopero.

La decurtazione dello stipendio

Chi sciopera non ha diritto alla retribuzione, ma è considerato a tutti gli effetti giuridici in servizio: ciò che viene meno è infatti la prestazione lavorativa, non il rapporto di lavoro (quindi non vi è interruzione del contratto, la giornata, pur senza stipendio, vale a tutti gli effetti e il punteggio verrà attribuito).

Al di là del numero di ore che il docente aveva in quella giornata, la decurtazione sarà per l’intera giornata di servizio.

Le trattenute

Il calcolo della media giornaliera definito da Dirigenti territoriali dell’Associazione ANQUAP fornisce le seguenti risultanze.

  • media giornaliera docenti dell’istruzione primaria (compresi quelli dell’infanzia) € 64,41
  • media giornaliera docenti scuole medie di I° grado € 70,13
  • media giornaliera docenti scuole medie II° grado   € 68,93
  • media giornaliera personale Ata € 56,02

Con la seguente annotazione:

la media relativa ai docenti delle scuole secondarie di II° grado è minore di quella dei docenti delle scuole secondarie di I° grado poiché nelle “superiori” sono in servizio anche gli ITP.

Separatamente le due medie sono le seguenti :

  • media giornaliera docenti scuole “superiori” € 72,52
  • media giornaliera ITP € 65,33

Cosa accade per le attività programmate per il pomeriggio dell’8 gennaio

Lo sciopero dura l’intera giornata. Il personale che aderisce allo sciopero non può – e non deve – partecipare ad eventuale attività deliberata per il pomeriggio della stessa giornata. L’attività non deve essere spostata, in quanto deliberata dal Collegio docenti. Potrebbe però verificarsi la necessità che la riunione, programmata per la giornata dello sciopero, non possa essere stata svolta per la mancanza del numero legale (ricordiamo che per i consigli di classe non esiste un numero da raggiungere per considerare valida la seduta). In quel caso la riunione, se ritenuta necessaria per via di obblighi non rinviabili, va riconvocata.

8 gennaio, molte scuole di infanzia e primaria potrebbero essere vuote

L’adesione allo sciopero si annuncia essere altissima. La sentenza dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato riguarda circa 60.000 diplomati magistrale, ma possono scioperare anche i docenti delle scuole secondarie e il personale ATA.

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