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I genitori di una bambina adivano il Tribunale, per sentire accertare la responsabilità del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca in ordine ai danni riportati dalla minore, in conseguenza di un sinistro verificatosi all’interno della Scuola Elementare presso la quale, all’epoca, la piccola frequentava la terza classe.

A fondamento della pretesa gli istanti allegavano che la bambina, recatasi in bagno con il permesso dell’insegnante, veniva colpita in viso dalla porta del bagno stesso, aperta in maniera improvvisa da una compagna di classe, anch’essa uscita dall’aula con l’autorizzazione della docente.

Il Tribunale di Napoli Sez. II, con Sentenza 05-05-2017 ritiene che l’evento dannoso vada ascritto alla responsabilità della convenuta amministrazione, perché quest’ultima non ha offerto la prova di avere adottato misure organizzative idonee a prevenire il verificarsi dell’evento.

“Del pari insufficiente,( continuano i Giudici) ad escludere una responsabilità del MIUR, è il dato, riportato nella relazione del sinistro agli atti, per il quale, sul corridoio antistante il locale bagno, sostasse un bidello. Ed invero, siccome, per quanto emerge dalla medesima relazione, è certo che lo stesso non potesse, per ragioni di tutela della privacy delle alunne, accedere al bagno, la sua presenza, fuori dei locali ed in un punto dal quale nemmeno era in grado di verificare cosa accadesse all’interno degli stessi, si rivela oggettivamente inidonea a prevenire il verificarsi di eventi dannosi. Le esposte emergenze inducono quindi a ritenere carenti le misure organizzative predisposte, poiché l’istituto, non potendo assicurare una costante sorveglianza degli allievi anche all’interno dei locali adibiti a servizi igienici, avrebbe dovuto vietare la contemporanea uscita di più di un alunno dalla classe, anche in ragione della potenziale pericolosità della porta di accesso al WC.” Condannando il MIUR a circa 6000 euro di risarcimento danni.

di Avv. Marco Barone orizzontescuola.it

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